Un secolo di dolcezze. L’inconfondibile incarto rosso e il cuore cremoso della caramella Rossana, che celebra 100 anni di storia e ricordi preziosi.
Scelta per essere scartata tra migliaia. La più desiderata, preparata, aderente nel suo abito rosso che le dona, profumo di mandorla e nocciole avvolte nel latte e la panna…da far girar la testa quanto basta. Voluttuosamente così da attirare la mano che la stringe.
Delicata, elegante, si scioglie lentamente in bocca, il suo sapore e il suo profumo inebriano i sensi, indimenticabile, promette una dolcezza infinita, ma è un’illusione, perché il piacere dura solo il tempo di un morso in cui il suo interno promette l’infinito, ma il suo piacere è inevitabilmente fugace: è la Rossana una delle caramelle più amate e riconoscibili della tradizione dolciaria italiana.
Un piccolo simbolo diventato nel tempo una vera e propria icona.
Nata negli anni Venti del Novecento dalla storica azienda dolciaria Perugina, la Rossana si distingue per il suo inconfondibile incarto rosso e per il cuore morbido e cremoso, racchiuso in un guscio croccante dal delicato sapore di nocciola e latte. Il suo nome richiama la celebre figura di Roxane, amata dal poeta Cyrano de Bergerac, diventando così simbolo di una dolcezza romantica e senza tempo.
Nel corso degli anni, questa piccola caramella ha conquistato generazioni di italiani, trasformandosi non solo in un dolce, ma anche in un ricordo legato all’infanzia, alla famiglia e ai momenti speciali.
Attorno al suo morbido ripieno è nata anche una curiosità popolare: nelle carceri, secondo alcuni racconti, l’interno cremoso delle Rossana veniva raccolto e utilizzato per preparare una sorta di crema dolce, dando vita a un modo ingegnoso e insolito di trasformare una semplice caramella in qualcosa di diverso da condividere.
Un piccolo gesto, nato dalla necessità e dalla creatività, che racconta come persino una caramella possa custodire storie, ricordi e significati inattesi.
Il termine caramella ha origini antiche, risalenti alle colonie d’oltremare e all’XI secolo d.C., quando i Crociati, di ritorno dal Vicino Oriente, portarono con sé delle barrette di zucchero di canna. L’etimologia rimanda probabilmente al termine latino calamus, ovvero “canna”
Nel Medioevo, le caramelle erano considerate vere e proprie medicine, utilizzate soprattutto per alleviare il mal di gola. Tra il ’600 e il ’700, con la colonizzazione delle Americhe e lo sviluppo della coltivazione della canna da zucchero, la caramella divenne un bene di largo consumo. Le confetterie artigianali, fino ad allora fornitrici quasi esclusive della nobiltà, iniziarono così a trasformarsi in industrie capaci di produrre su larga scala. Dalle prime pasticche di zucchero d’orzo, utilizzate per la tosse, si passò alle caramelle lavorate con paste di frutta ed estratti naturali: fragola, menta, ananas, ciliegia, limone e arancia.
A metà dell’800, con l’avvento della Rivoluzione industriale, per distinguere le produzioni più ”preziose” si decise di utilizzare l’incarto: un foglietto di carta stampata avvolto attorno al dolcetto e chiuso alle estremità, nella caratteristica forma a “farfalla”.
Cent’anni di Rossana. Dalle Origini a Oggi
A prima vista si presenta con una geometria rigorosa, quasi un piccolo lingotto dalla linea squadrata, ma bastano pochi istanti per rivelarne la vera natura. Confezionata nel suo inconfondibile incarto rosso rubino impreziosito dal logo dorato, la Rossana gioca sul contrasto, un guscio esterno rigido e cristallizzato che racchiude, in realtà, un’anima inaspettatamente cedevole.
Al primo morso, la consistenza croccante della crosta cede il passo a un cuore cremoso a base di latte, nocciole e mandorle. Un’architettura del gusto pensata per sorprendere il palato, trasformando la rigidità iniziale in una scioglievolezza avvolgente. La storia della caramella Rossana inizia nel 1926 a Perugia, all’interno degli stabilimenti della Perugina. Nasce dall’intuizione straordinaria di Luisa Spagnoli — imprenditrice di visionario talento e co-fondatrice della Perugina — e dal genio creativo del direttore artistico Federico Seneca. Fu proprio Seneca a ideare l’iconico abito rosso trasparente e a battezzarla in onore di Roxane (Rossana), l’affascinante dama amata da Cyrano de Bergerac, trasformando un semplice dolcetto in un simbolo di dolcezza romantica e senza tempo.
Nel corso del Novecento, la Rossana entra stabilmente nelle case, nelle borse delle nonne e nei ricordi d’infanzia di generazioni di italiani, diventando una vera e propria icona del Made in Italy. Il percorso del marchio attraversa poi tappe fondamentali.
Il passaggio a Nestlé (1988). Con l’acquisizione della Perugina da parte del colosso multinazionale svizzero, la caramella continua la sua produzione storica nello stabilimento umbro di San Sisto.
La svolta italiana con Fida (2016). Per evitare il rischio di un disinvestimento del brand, il marchio viene rilevato dal gruppo piemontese Fida (specializzato in caramelle come Bonelle e Charms). La produzione torna così al 100% italiana, trasferendosi negli stabilimenti di Castagnole delle Lanze (Asti).
Innovazione e nuovi prodotti. Sotto la gestione Fida, il brand si rinnova con un’importante estensione di gamma; nascono la variante al Pistacchio, quella al Cioccolato e, soprattutto, la Crema Spalmabile Rossana, che racchiude in vasetto lo storico e inconfondibile ripieno cremoso.
Giunta oggi al traguardo dei suoi 100 anni, la Rossana dimostra come un’intuizione dolciaria nata negli anni Venti possa evolversi in un brand moderno, capace di rinnovarsi senza mai perdere la propria anima iconica.
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