Maria Grazia Di Bari racconta, in una lettera, la sua battaglia contro la violenza di genere: “L’amore non uccide. Il silenzio si. Dobbiamo insegnare ai ragazzi il rispetto”. Memorial dedicato a Nicole Lelli, giovane vittima di femminicidio a Roma nel 2015.
Il 16 novembre 2015 Nicole Lelli aveva solo 23 anni quando la sua vita è stata spezzata da chi diceva di amarla. Da allora sua madre, Maria Grazia Di Bari, ha trasformato il dolore in una battaglia quotidiana contro la violenza di genere. A quasi dieci anni dal femminicidio Mamma Grazia continua a trasformare il dolore in impegno civile. Attraverso incontri nelle scuole, iniziative pubbliche e momenti di memoria, continua a portare la sua testimonianza per insegnare ai giovani il valore del rispetto e della prevenzione. Il 7 marzo alle ore 14, al Campo Pro-Roma di via Verrio Flacco 41, si terrà il quarto Memorial dedicato a Nicole, promosso dalla Borgata Gordiani, un evento per ricordare tutte le donne vittime di violenza e per ribadire che il silenzio non può più essere un rifugio.
Per dire tutti insieme che il silenzio uccide.
Ricordiamolo sempre.
l’amore non uccide.
Spezzare il silenzio contro la violenza di genere è il primo passo per cambiare davvero le cose.
«Se anche una sola ragazza trova il coraggio di chiedere aiuto, allora il mio dolore ha un senso».
Da anni Maria Grazia Di Bari incontra studenti e studentesse nelle scuole per parlare di rispetto, prevenzione e violenza di genere.
Un dialogo diretto con i giovani che spesso diventa un momento di grande riflessione.
Cosa fai concretamente quando incontri i ragazzi nelle scuole?
«Faccio sensibilizzazione e cerco sempre il dialogo con i ragazzi. Chiedo alle ragazze se si sono mai trovate in situazioni difficili e provo a creare uno spazio sicuro, dove possano sentirsi libere di parlare».
«A volte, alla fine degli incontri, vivo momenti che non dimenticherò mai. Alcuni ragazzi si avvicinano e mi dicono: “Signora, le sue parole mi hanno fatto aprire gli occhi. Non farò mai più quello che ho fatto alla mia ragazza”».
Cosa rappresentano per te questi momenti?
«Per me anche salvare una sola persona è già una vittoria. Basta una vita cambiata per dare senso a tutto questo impegno».
Ti è mai capitato che qualcuno trovasse il coraggio di parlare?
«Sì. Ricordo una ragazza che durante l’incontro rimaneva in silenzio. Ho cercato di impostare il discorso in modo da farla sentire al sicuro.
Alla fine ha trovato il coraggio di aprirsi e mi ha raccontato quello che stava vivendo. In quel momento ho cercato di farle capire che esiste una rete pronta ad aiutarla e che non è sola».
Perché parli anche di bullismo?
«Perché il bullismo è spesso il primo passo verso altre forme di violenza. Tutto comincia da piccoli gesti che, se non vengono riconosciuti e corretti, possono crescere e diventare qualcosa di molto più grave.
Per questo è fondamentale intervenire presto e insegnare ai ragazzi il valore del rispetto».
«Parlo ai ragazzi di rispetto e prevenzione. Perché anche salvare una sola vita è già una vittoria».
Maria Grazia Di Bari continua così il suo percorso di testimonianza nelle scuole e nei luoghi di incontro, convinta che educazione, rispetto e prevenzione siano gli strumenti più forti per contrastare la violenza di genere.
Il Memorial del 7 marzo sarà un momento di memoria, consapevolezza e responsabilità collettiva. Per Nicole, per tutte le donne che non possono più raccontare la propria storia e per quelle che ancora oggi cercano il coraggio di dire NO!
Perché ricordare significa anche scegliere, ogni giorno, da che parte stare.
Con Nicole.
Con le donne che non possono più raccontare la loro storia.
Perché il silenzio non sia mai più una risposta.
La lettera
Mi chiamo Maria Grazia Di Bari e sono la mamma di Nicole Lelli.
Mia figlia aveva solo 23 anni quando, il 16 novembre 2015, la sua vita è stata spezzata da chi diceva di amarla.
Una parola sola racchiude tutto questo. Femminicidio.
Ma Nicole non è solo una vittima. Nicole era una giovane donna piena di sogni, di vita, di libertà. E la sua storia, purtroppo, è la storia di tante donne che hanno trovato la morte proprio nel momento in cui hanno avuto il coraggio di dire “No!”.
È per questo che, insieme alla mia famiglia, ho scelto di trasformare il dolore più grande che una madre possa vivere in un impegno verso la società: dare un senso alla memoria di tutte le donne uccise e fare in modo che la loro morte non sia stata vana.
Il 7 marzo si terrà a Roma il 4° Memorial in ricordo di Nicole, presso il Campo Pro-Roma in via Verrio Flacco 41, promosso dalla Borgata Gordiani.
Grazie all’impegno di tante donne che hanno deciso di scendere in campo formando squadre di calcio femminili, ci ritroveremo insieme per ricordare e non dimenticare, per gridare libertà al posto di chi non ha più voce.
Per dire tutti insieme che il silenzio uccide.
Continuerò il mio impegno parlando nelle scuole ai ragazzi di rispetto, educazione e prevenzione. Perché la prevenzione è un’arma fondamentale che non dobbiamo mai sottovalutare.
Ricordiamolo sempre. L’amore non uccide.
Spezzare il silenzio contro la violenza di genere è il primo passo per cambiare davvero le cose.
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