SI RIPARANO RICORDI

Si riparano ricordi di Piotta, un album intenso tra memoria, introspezione e collaborazioni d’autore che ne confermano la maturità artistica.

La Grande Onda

Nel marzo del 2024 Piotta ha pubblicato un album importante come ‘NA NOTTE INFAME. Il capitolo più intenso della sua lunga discografia, nuovo capitolo di un’evoluzione costante sin dagli esordi come protagonista della scena rap e hip hop romana e nazionale. In ‘NA NOTTE INFAME era imponente la presenza di Fabio Zanello, fratello dell’artista, scomparso due anni prima. C’erano i suoi versi e la sua voce, i ricordi dei due fratelli che si intrecciavano nonostante i dieci anni di differenza anagrafica. Altra protagonista di quel bellissimo disco era Roma: i suoi luoghi e il suo respiro, descritti in canzoni che indagavano la memoria, anche quella collettiva, dove cronaca e personale si mescolavano compiutamente.

Oggi, due anni dopo, Tommaso “Piotta” Zanello torna con SI RIPARANO RICORDI, un disco che non solo replica la bellezza formale del precedente ma persino lo sorpassa come qualità di produzione e come bellezza dei testi, questa volta appena più universali anche se lasciano affiorare ricordi personali e in cui Piotta celebra diverse sue passioni extramusicali.

In una evidente istanza di continuità ispiratrice, è ancora la voce di Fabio ad aprire il disco nella delicata ouverture di Poemetto spurio caratterizzato dalle tastiere e dall’elettronica di Francesco Santalucia, co-produttore e arrangiatore dell’intero lavoro, così come lo era del precedente, cui si accompagnano gli archi di due artiste di grande caratura, Vanessa Cremaschi e Giovanna Famulari. Simone Cristicchi è il primo ospite del disco, la sua voce è perfetta per la seconda parte di Più a fondo di cui compone anche il testo assieme a Tommaso. Parole che raccontano la necessità di vedere la realtà che ci circonda senza filtri che ci impongono le convenzioni, di riconoscere la diversità, di accoglierla. Torna la presenza di Fabio, vero e proprio motore ispiratore di questa fase artistica di Piotta, così importante e foriera di risultati straordinari. In E così te ne vai, la voce processata di Tommaso ci introduce in un viaggio introspettivo dove tra lievi citazioni e un delicato ermetismo, avvertiamo l’intensità di un altro omaggio necessario. Con la title-track, Si riparano ricordi, arriva il focus del disco con la determinante domanda esistenziale se sono peggio i rimpianti dei rimorsi – o viceversa, con la necessità di non dimenticare (si riparano ricordi oppure poi li scordi), con le citazioni personali, non sempre interpretabili dall’ascoltatore, tanto care all’artista e con la serena accettazione del proprio destino: “volevo fare un viaggio, lui ha fatto me, scrivere un libro, lui ha scritto me…”. La fragilità è al centro di Pezzi di vetri, scritta assieme a Giuliano Logos, con il bel parallelo con il Kintsugi, l’antica arte orientale di riparare con polvere d’oro le ceramiche rotte, e ancora la voce di Fabio a chiudere con una domanda che resta senza risposta. Altro ospite di lusso per Siamo noi, il celebre trombettista Fabrizio Bosso che impreziosisce un brano in cui il flow di Piotta rivela ancora una volta il perfetto equilibrio che l’artista è riuscito a raggiungere tra le varie anime della sua lunga militanza artistica. Curiosa e azzeccata la citazione di L’estate sta finendo in chiusura. La voce dell’attore Remo Remotti (1924-2015) introduce una delle cose più particolari e affascinanti dell’album, Colori (Non riusciamo più a vedere). Un brano che diventa metafora, tramite citazioni e giochi di parole, tra arte, romanticismo e denuncia di questa società immobile e decadente in cui viviamo. Sempre protagonista la tessitura musicale di Santalucia co-compositore di quasi tutte le musiche.

Una coppia di amici per Quante notti ancora, Tormento e Frankie hi-nrg mc, un brano che ci riporta indietro negli anni, stilisticamente almeno, anche se la produzione perfetta integra l’atmosfera con il resto dell’album in maniera sublime. Bella la citazione di La solitudine con cui Tommaso ricorda l’amico/collega di sempre Primo Brown. La parte finale di questo album straordinario che con INTERNO 7 e ‘NA NOTTE INFAME va a costituire una trilogia che ha pochi uguali nella discografia italiana – e l’impressione è che la sequenza non sia affatto conclusa – comprende brani che erano stati già pubblicati negli ultimi tempi. Alla ricerca del sé l’avevamo apprezzata nella colonna sonora LA SCUOLA ROMANA. Ecchime, in una diversa versione, era invece uscita come singolo nell’ottobre del 2025. Anche in questa take alternativa c’è il featuring di Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. C’è tanto Pasolini in questa bella canzone che ha svolto il ruolo di anteprima dell’album, con l’evidente citazione del Cristo al Mandrione. Sempre su singolo era uscita Me ne andavo da quella Roma…, vecchia composizione di Remo Remotti, ascoltiamo anche la sua voce, che Piotta rielabora assieme a Carlo Verdone, Carl Brave, Mannarino, Valerio Mastandrea, Ditonellapiaga, Daniele SIlvestri, Luca Barbarossa ed Emanuela Fanelli. Un pezzo di grande intensità, irrinunciabile denuncia purtroppo sempre di attualità e dichiarazione d’amore senza filtri allo stesso tempo. Chiude questo capolavoro l’invettiva di Non c’è più l’Amerika che Piotta riscrive sull’originale di Piero Ciampi di cui utilizza la voce. Un epilogo perfetto, arrabbiato e diretto, per SI RIPARANO RICORDI, disco fondamentale con cui Tommaso Zanello eleva ancora, e sembrava quasi impossibile, la sua proposta musicale, con cui dimostra che si possono fare produzioni di livello superiore, che si può essere artisti liberi. Liberi di esprimere i propri pensieri e le proprie convinzioni… liberi di fare arte e non merce dozzinale.

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