White Sands. Viaggio spettacolare nel Deserto di Gesso

Un’immersione totale in un oceano di gesso candido che sembra appartenere a un altro pianeta. Tra colate di lava millenarie, i misteri del Trinity Site, il mito di Roswell e l’incanto del tramonto con i ranger. La guida definitiva per scoprire la meraviglia assoluta di White Sands.

Racchiuse in un grande rettangolo geografico che ha ai suoi quattro angoli San Antonio, Carrizozo, Alamogordo e Las Cruces, le White Sands sono una delle meraviglie del Sud degli Stati Uniti. Circa 700 km² di candida sabbia di gesso, formatasi dalla progressiva erosione di cristalli di selenite, ci regalano uno dei paesaggi più belli e insoliti del pianeta. È il più grande campo di dune di gesso del mondo.

Ci si può arrivare percorrendo la I-25 fino a Las Cruces e poi la US 70, oppure prendendo a sinistra da San Antonio fino a Carrizozo e proseguendo quindi per Alamogordo.

Personalmente preferisco questo secondo percorso per due motivi. Il primo è che a Carrizozo conosco un agricoltore che coltiva vari tipi di peperoncino e quando passo di lì faccio sempre la mia scorta di Habanero.

La seconda, sicuramente più interessante e misteriosa, è la conformazione del terreno lungo la US 380 tra San Antonio e Carrizozo. Ci sono alcuni tratti del percorso nei quali la roccia assume la forma di onde, proprio come se delle onde del mare si fossero improvvisamente pietrificate.

E in effetti, anche se la spiegazione non ha nulla a che vedere con la bomba atomica — ne parleremo tra qualche riga — queste rocce raccontano una storia altrettanto affascinante. In questa zona si trova infatti il Carrizozo Lava Flow, una gigantesca colata basaltica lunga circa 75 chilometri, formatasi circa 5.000 anni fa. La lava, fuoriuscita dal piccolo vulcano di Little Black Peak, si è espansa nella pianura formando strutture e rilievi che ancora oggi si possono osservare lungo la US 380.

Ma la storia atomica di questa zona è reale, anche se avvenne qualche decina di chilometri più a nord. Il 16 luglio 1945, nel Trinity Site, all’interno della White Sands Missile Range, venne fatta esplodere The Gadget, la prima bomba atomica della storia. Il test avvenne circa 97 chilometri a nord dell’attuale White Sands National Park, nel deserto della Jornada del Muerto.

A circa 150-200 chilometri verso est, a seconda del punto di riferimento, c’è poi la città di Roswell. Ve la ricordate? Nel 1947 fu al centro dell’attenzione mondiale per il famoso Roswell Incident, il presunto schianto di un oggetto volante non identificato.

La vicenda è diventata una delle più celebri storie sugli UFO, ma la ricostruzione ufficiale dell’Air Force è diversa: i materiali recuperati sarebbero stati collegati al progetto Mogul, un programma di palloni per la ricerca ad alta quota. Anche le successive testimonianze sui presunti “corpi alieni” sono state ricondotte dall’Air Force a una combinazione di altri episodi e ai manichini antropomorfi utilizzati nei test.

Insomma, una zona ricchissima di eventi storici e scientifici che alimentano ulteriormente l’interesse verso le candide dune di questo deserto.

Il campo di dune è molto più vasto dell’area effettivamente accessibile ai visitatori ed è circondato dalla White Sands Missile Range, una delle più importanti aree militari statunitensi dedicate alla sperimentazione. E proprio qui, molti anni dopo la bomba atomica, arrivò anche lo Shuttle: il 30 marzo 1982, durante la missione STS-3, lo Space Shuttle Columbia atterrò sulla Northrup Strip, all’interno della White Sands Missile Range.

L’ingresso al parco è nella parte sud. Superato il gate si guida per alcuni chilometri prima di iniziare a vedere le dune e, da quel momento in poi, sembra davvero di essere su un altro pianeta.

Una volta era possibile trattenersi più a lungo nel parco e ricordo ancora una volta in cui ci trovammo a metà con la nostra grigliata e dovemmo ripiegare su un ristorante di Alamogordo per la cena perché, rispetto al precedente viaggio, l’orario di chiusura era cambiato. Oggi infatti il parco chiude in relazione al tramonto e gli orari vanno quindi sempre verificati prima della visita.

Il modo migliore per vedere le dune di White Sands è sicuramente addentrarsi a piedi tra le dune, mantenendo però sempre il senso dell’orientamento. Il NPS raccomanda di non affidarsi esclusivamente al GPS: il vento può cancellare rapidamente le tracce e la conformazione delle dune rende facile disorientarsi.

Fino a quando è stato possibile avevo escogitato un metodo decisamente più artigianale per evitare questo problema: acquistavo dei palloncini e una tanica di elio in un supermercato di Alamogordo, poi gonfiavo i palloncini, preferibilmente arancioni e gialli per avere un buon contrasto sia con il blu del cielo che con il grigio delle nuvole, li legavo a un rocchetto di filo da pesca e fissavo l’altra estremità all’auto.

In questo modo, anche da molta distanza, seguendo i palloncini in aria, tutti i membri del mio gruppo potevano tornare verso il van.

Oggi non utilizzerei più questo sistema: le regole del parco sono diventate più restrittive e il NPS raccomanda invece di portare con sé una mappa e una bussola e di rispettare i segnali dei sentieri.

Un’interessante particolarità di questo deserto è che, nonostante le condizioni estreme, vi crescono fiori e altre forme di vegetazione, compresi alberi. Il NPS documenta numerose specie di fiori selvatici e anche il Rio Grande cottonwood, che riesce a sopravvivere facendo crescere le proprie radici in profondità alla ricerca dell’acqua.

Gli orari migliori per fotografare le dune sono al mattino e poco prima del tramonto. Il sole basso crea linee di luce e ombra che, se adeguatamente isolate nell’inquadratura, ci regalano fotografie di grande effetto.

Poco prima del tramonto c’è un punto, segnalato sulla strada, da cui parte il Sunset Stroll, una passeggiata sulle dune guidata da un ranger che racconta la storia geologica delle White Sands e, con l’aiuto di fotografie e osservazioni sul campo, illustra la flora e la fauna del deserto. La passeggiata dura circa 45 minuti, un’ora al massimo, e termina proprio al tramonto. È forse uno dei momenti più belli di questa escursione.

Un palcoscenico all'aperto e file di sedie per il pubblico installate direttamente sulle distese di sabbia bianca e finissima delle White Sands, circondate da montagne lontane sotto un cielo terso.
L’immensità delle White Sands fa da sfondo a questo teatro a cielo aperto, pronto a regalare emozioni uniche.
Paesaggio di White Sands, nel New Mexico, con dune di sabbia bianca, vegetazione desertica e una grande nuvola bianca che si staglia nel cielo azzurro, illuminata dalla luce calda del tramonto.
White Sands, dove la sabbia si fa neve e le nuvole sembrano dipinte dal vento. Tra silenzi sconfinati e fragili presenze vegetali, la natura compone una poesia di luce, spazio e meraviglia.

Testo e fotografie di Piero Leonardi

Il termine “graphics” è collegato direttamente alla mia serie fotografica dedicata alle dune di White Sands.

https://pieroleonardi.it/graphics/

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