Monna Lisa a Lagonegro: il mistero tra Leonardo e Mango

La leggenda di Monna Lisa a Lagonegro racconta una storia affascinante e controversa: la presunta morte della Gioconda nella terra lucana si intreccia con il romanzo di Dmitrij Merežkovskij, i documenti fiorentini e la musica di Mango.

Una suggestiva e affascinante leggenda locale collega la Gioconda, celebre modella di Leonardo da Vinci, alla terra lucana. È la storia di Monna Lisa a Lagonegro, un mistero che attraversa secoli, documenti, letteratura e musica.

Si racconta che, durante un viaggio di ritorno dalla Calabria, colpita da una malattia, Monna Lisa sarebbe morta a Lagonegro nel 1506 e sarebbe stata sepolta nella chiesa di San Nicola al Castello del borgo. Un legame talmente sentito dalla comunità che oggi ha trovato spazio anche nel Monna Lisa Museum, all’interno di Palazzo Corradi.

Lo scrittore russo Dmitrij Merežkovskij, in un suo romanzo del 1901 dedicato a Leonardo, racconta della morte di Monna Lisa a Lagonegro. Tutto ciò, però, è in contrasto con un documento fiorentino molto più antico: un registro della Basilica di San Lorenzo, che indica che Lisa Gherardini, moglie di Francesco di Bartolomeo del Giocondo, ricco mercante di seta e tessuti di Firenze, sarebbe morta il 15 luglio 1542 e sarebbe stata sepolta a Sant’Orsola a Firenze.

Il mistero legato alla leggenda di Monna Lisa a Lagonegro incontra le note e l’inimitabile stile di Mango, cantautore lucano originario proprio di Lagonegro, che ha fatto dell’ambiguità poetica e della profondità espressiva i tratti distintivi della sua musica.

Il sorriso di Monna Lisa è seducente, dolce, ironico, enigmatico. Negli occhi c’è qualcosa che sfugge, una verità sospesa tra ciò che appare e ciò che si immagina.

C’è un filo sottile che unisce la Monna Lisa di Leonardo alla “Come Monna Lisa” cantata da Mango: “quale luce lì nel fondo palpita”, il mistero di ciò che non viene detto e di ciò che non si vuol sapere: “Monna Lisa non dirmelo mai”.

Leonardo la dipinge, Pino Mango la canta. Per chi la guarda o l’ascolta, quel sorriso sembra custodire un segreto, una bugia o semplicemente una verità che non vuole essere rivelata.

Monna Lisa ancora oggi riesce a sorprendere: a Parigi, nel cuore del Louvre, i suoi ammiratori imbucano lettere d’amore nella cassetta postale del museo, le scrivono poesie disperate, le chiedono la mano pur sapendo che la creatura eterna non può leggere e non può rispondere.

Monna Lisa e il fascino del dubbio: un capolavoro di ambiguità. Allora, chi ha ragione? Merežkovskij, che nel suo romanzo del 1901 immagina la morte di Monna Lisa a Lagonegro, oppure il più prosaico registro fiorentino, che ci restituisce una Lisa Gherardini morta a Firenze il 15 luglio 1542 e sepolta a Sant’Orsola?

Tra Firenze e Lagonegro, tra un documento d’archivio e una pagina di romanzo, Lisa Gherardini continua a sorridere, senza dirci da che parte stia la verità. Forse è questo il suo ultimo, irresistibile mistero.

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