Luce ed Ombra. Quando la danza racconta la vita

Con Luce ed Ombra, la coreografa Barbara Barzotti porta al Teatro Parioli uno spettacolo prevalentemente classico, aperto a contaminazioni con tip tap, tango, musical, modern e swing-jazz, in un viaggio tra emozioni, crescita e contrasti.

Luce ed Ombra, spettacolo di danza organizzato e diretto artisticamente dalla coreografa Barbara Barzotti e andato in scena al Teatro Parioli, è un viaggio nella danza intesa come linguaggio delle emozioni, capace di raccontare i contrasti dell’animo umano.

La danza si guarda con gli occhi, ma si percepisce molto prima. Negli occhi, nel movimento, nell’emozione, nel respiro di chi la vive.

Uno spettacolo di danza può essere raccontato, ma far sentire lo spettatore parte viva di ciò che accade sul palcoscenico è molto più difficile.

Parlare di danza è naturale per chi la pratica o la ama; riuscire a trasmetterla a chi non la vive e non la conosce è la vera sfida. Ed è esattamente questo che l’insegnante Barbara è riuscita a fare; ha reso tangibile un concetto così astratto attraverso un mélange di passione, emozioni, forza di volontà, movimenti, costumi, luci e musica.

In un mondo in cui emozioni e sentimenti sembrano spesso perdere valore, travolti da una quotidianità sfuggente, frenetica e superficiale, la danza concede a chi la pratica e a chi la guarda un momento per fermarsi, ascoltarsi e ritrovare un’armonia interiore.

La danza è una disciplina che accosta e, a tratti, fonde quelli che Nietzsche distingueva in spirito apollineo, forma, razionalità, principio, armonia e misura; e spirito dionisiaco, energia, vitalità, caos, istinto e passione.

Quel dualismo tra razionalità e istinto, già espresso da Nietzsche, continua ancora oggi ad attraversare la vita di ogni essere umano e trova nella danza una delle sue forme più intense di espressione.

Ed è proprio attorno a questo dualismo che si sviluppa Luce ed Ombra. Uno spettacolo costruito sul dialogo tra luce e ombra, forma e caos, misura e passione. Prevalentemente classico, lo spettacolo si apre a raffinate contaminazioni con danza moderna, musical, tip tap, tango argentino e swing-jazz, rendendo visibile questo contrasto attraverso sfondi cupi e vivaci, melodie leggere e coinvolgenti, costumi sfarzosi ed essenziali, luci tenui e intense, movimenti delicati ed esplosivi.

La cura dei dettagli è stata impeccabile. In alcune scene spiccava la scelta di costumi interamente rossi, colore acceso e passionale, abbinati alle scarpe con i tacchi delle ballerine più grandi.

Lo stesso rosso assumeva invece una sfumatura diversa nel dialogo con il bianco delle gonne a scacchi delle ballerine più piccole, con le scarpe basse e i fiocchetti rossi decorativi. Un dettaglio capace di adattare il colore all’età, al gesto e al messaggio della coreografia.

Quando si parla di arte non esistono soltanto il bianco e il nero, ma infinite sfumature capaci di colmare lo spazio tra gli opposti.

È proprio in quelle sfumature che gli opposti si avvicinano e rivelano le molteplici forme dell’arte. Così, attraverso la danza, quella che potrebbe sembrare una grande distanza d’età tra le ballerine si attenua grazie a un sentire comune, capace però di lasciare spazio alle differenze. Le unisce la stessa passione, ma è il diverso modo di viverla a distinguere le più piccole dalle più grandi.

È stato inevitabile soffermarsi sugli occhi e sulle espressioni delle ballerine sul palcoscenico.

Le più piccole apparivano felici e spensierate, come dentro un gioco. Sorridevano e cercavano con lo sguardo i propri familiari nel pubblico. Le più grandi, invece, erano concentrate, quasi sempre serie, forse anche un po’ autocritiche.

Eppure tutte condividevano lo stesso intreccio di emozioni; ansia e paura, certo, ma anche felicità e soddisfazione.

Pascoli ha raccontato questo sguardo nella sua “poetica del fanciullino” ossia la capacità di osservare il mondo con occhi nuovi, come se ogni cosa accadesse per la prima volta.

Quel fanciullino, in realtà, è presente in ogni essere umano e attende solo di poter emergere.

Tra i momenti più evocativi dello spettacolo, un frammento alludeva alla “lampada dei desideri”, simbolo antico legato alla figura del genio e ai racconti de Le mille e una notte, poi più volte reinterpretato anche nell’immaginario contemporaneo.

Ed è proprio da quella lampada che nasce una domanda. Se avesse davvero il potere di esaudire i desideri, quante ballerine sceglierebbero di trasformare la danza nel lavoro della propria vita, accettando il rischio di perdere la leggerezza della passione?

E quante, invece, desidererebbero soltanto continuare a viverla con l’innocenza di quando erano bambine?

In fondo, è forse proprio questo il cuore di Luce ed Ombra. Custodire la passione senza perdere lo stupore.

Per comprendere ancora più a fondo il progetto artistico dello spettacolo, abbiamo chiesto a Barbara Barzotti di raccontarci la visione che lo ha ispirato e il percorso creativo che lo ha reso possibile.


Per Barbara Barzotti, organizzatrice, direttrice artistica e coreografa dello spettacolo, “Luce ed Ombra” nasce dal desiderio di raccontare la vita attraverso i suoi opposti, accogliendo tanto le luci quanto le ombre che accompagnano il cammino di ciascuno.

«Quest’anno – racconta – ciò che ho sentito più forte è stato il bisogno di donare un messaggio di accettazione delle ombre e delle luci nelle nostre vite. Nessuno può affrontarle da solo perché abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci sostenga, che ci aiuti a rialzarci e a lenire le ferite».

È proprio questo il significato dell’abbraccio finale sulle note di Fix You, simbolo di vicinanza, cura e speranza.

A suggellare questo percorso, Barbara Barzotti richiama una frase attribuita all’Odissea:

«Così hanno decretato gli dèi: che, nel perdersi, ciascuno possa ritrovare se stesso»


Lo spettacolo si sviluppa come un itinerario artistico che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità differenti.

Il viaggio prende avvio con Les Sylphides (Chopiniana), omaggio al grande balletto romantico, capace di evocare la delicatezza di un quadro che lentamente prende vita.

Da qui il racconto si apre a una serie di contaminazioni volute, pur mantenendo una solida matrice classica. Il tip tap sulle note di Fred Buscaglione, un intenso tango argentino, La cura di Franco Battiato, le suggestive pagine di Giselle, la vitalità di Boogie Shoes da La febbre del sabato sera, fino all’omaggio a Michael Jackson con Thriller.

Il percorso prosegue con Paquita, Coppélia, il musical A Chorus Line, una coreografia dedicata a Janet Jackson, il brano Se t’innamori muori di Noemi, interpretato dalle allieve del corso modern, e le danze di carattere, dalla tradizione ungherese fino al celebre Trepak dallo Schiaccianoci.

Ne emerge uno spettacolo prevalentemente di danza classica, aperto però a contaminazioni con modern, musical, tip tap, tango argentino e swing-jazz, nella convinzione che tradizione e innovazione possano dialogare senza perdere la propria identità.


Diplomata al Teatro dell’Opera di Roma, Barbara Barzotti ha iniziato gli studi a sei anni con Marisa Matteini, étoile del Teatro dell’Opera, perfezionandosi successivamente con maestri di riferimento del panorama accademico, tra cui Walter Zappolini, Leda Lojodice, Anton Kalinov e Lia Calizza, direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza.

Nel 2019 ha fondato la propria scuola con l’obiettivo di creare un luogo in cui «si possa respirare Arte e Bellezza», accompagnando bambini, ragazzi e adulti in un percorso umano oltre che artistico.

«Danzare significa mettersi in gioco e rivelare chi siamo davvero. In sala non si può mentire, siamo ciò che siamo. È questo che rende la danza così autentica».

Barbara Barzotti ricorda infine il pensiero del danzatore e coreografo francese Maurice Béjart, che paragonava l’ingresso nella sala di danza all’accesso a un luogo sacro, dove disciplina, rispetto e dedizione diventano strumenti di crescita personale prima ancora che artistica.

Le piccole ballerine dello spettacolo Luce ed Ombra, organizzato e diretto artisticamente da Barbara Barzotti, raccolte sul palcoscenico del Teatro Parioli prima dell'esibizione.
Le piccole protagoniste di Luce ed Ombra raccolte sul palcoscenico del Teatro Parioli prima dell’esibizione.

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