Sabato 19 settembre 2026, l’Auditorium “Domenico Dante Di Marzio” di Palazzo de’ Majo a Chieti ospiterà il convegno “Gabriele d’Annunzio Vate marrucino“. Promossa dall’Associazione Achilliani APS nell’ambito della II edizione del Premio Nazionale Teate Antiquum, l’iniziativa propone una rilettura a tutto tondo del poeta abruzzese: dalle origini teatine al legame profondo con la natura, fino alla sua modernissima abilità di comunicatore e costruttore della propria immagine pubblica.
CHIETI – Un viaggio attraverso i molteplici volti di Gabriele d’Annunzio, dalle radici abruzzesi al legame con Chieti, dalle Novelle della Pescara al rapporto panico con la natura, fino alla modernissima capacità di costruire e comunicare la propria immagine.
È il filo conduttore del convegno “Gabriele d’Annunzio, Vate marrucino”, in programma sabato 19 settembre 2026, dalle ore 16.30 alle 18.15, nell’Auditorium “Domenico Dante Di Marzio” di Palazzo de’ Majo a Chieti.
L’evento è promosso dall’Associazione Achilliani APS, presieduta da Oscar D’Angelo, e rientra nel programma della II edizione del Premio Nazionale Teate Antiquum, manifestazione dedicata al mito classico e inserita nella “Giornata delle origini e del mito fondativo di Teate”.
Dopo i saluti istituzionali e la presentazione dei relatori a cura di Monica Campoli, avrò il piacere di moderare, come docente di Lettere e critico letterario, il convegno dedicato a Gabriele d’Annunzio, costruendo un percorso capace di raccordare letteratura, storia, territorio e comunicazione.
Il punto di partenza sarà Chieti, città che occupa un posto significativo nella geografia della formazione e della memoria dannunziana e che giungerà a conferire al poeta la cittadinanza onoraria. Un rapporto che può essere letto attraverso due parole: origine e ritorno.
A Marino Valentini sarà affidato il compito di restituire, attraverso episodi e aneddoti legati anche alla città, l’uomo dietro la figura di Gabriele d’Annunzio Vate marrucino: quel Gabriele che spesso rischia di scomparire dietro l’immagine monumentale del Vate.
Con Antonio Di Loreto il percorso si allargherà alla terra d’Abruzzo e al modo in cui d’Annunzio trasforma il territorio reale in spazio letterario e simbolico.
Il paesaggio e la natura saranno quindi al centro dell’intervento di Pierlisa Di Felice, con particolare attenzione al fiume Pescara e alla sensibilità panica che caratterizza l’opera di Gabriele d’Annunzio. Un itinerario ideale che conduce alle Novelle della Pescara, dove natura e umanità sembrano appartenere allo stesso organismo narrativo: il fiume raccoglie le acque, lo scrittore raccoglie le storie.
Uno sguardo diverso e sorprendentemente contemporaneo sarà proposto da Daniele Astolfi, giornalista pubblicista e collaboratore de Il Messaggero: quello di un Gabriele d’Annunzio comunicatore ante litteram, capace di trasformare la parola in motto, il gesto in evento e la propria stessa esistenza in una straordinaria costruzione dell’immagine pubblica.
A scandire il percorso saranno gli intermezzi letterari affidati a Daniela Ricciardi: dalla rievocazione di Gabriele d’Annunzio Vate marrucino cittadino onorario di Chieti alla lettura de L’eroe dalle Novelle della Pescara, fino all’universo femminile de Il piacere attraverso Elena Muti e Maria Ferres.
Un itinerario, dunque, che non vuole consegnare al pubblico un d’Annunzio immobile e celebrativo, ma attraversarne le contraddizioni: radicato e cosmopolita, arcaico e moderno, poeta della natura e sapiente regista della propria immagine.
Un viaggio che parte dal Vate conosciuto da tutti per provare, attraverso Chieti, l’Abruzzo, la natura, le donne e la parola, a ritrovare Gabriele.
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«Io ho quel che ho donato, perché la mia vita stessa è un’opera d’arte».
— Gabriele d’Annunzio

