Grande partecipazione e profonda commozione a Castel di Tora in occasione della presentazione ufficiale del volume “Don Sabino Gentili – Una vita per gli altri”, scritto dall’autore Gabriele Gentili e dedicato alla memoria del reatino e amato sacerdote missionario.
L’incontro, ospitato nella cornice della Sala “Gabriella Parca”, ha visto una straordinaria affluenza di pubblico. Cittadini, autorità e fedeli si sono stretti attorno al ricordo di una figura spirituale e umana straordinaria, capace di lasciare un segno indelebile sia nella comunità della Valle del Turano sia al di là dell’Oceano Atlantico.
Nativo di Castel di Tora, Don Sabino Gentili ha intrapreso il suo percorso di formazione presso il collegio dei Salesiani in Germania, per poi celebrare la sua prima Messa proprio nel suo paese d’origine il 30 giugno 1973.
L’anno successivo, nel 1974, viene destinato a Natal, nel nord-est del Brasile, per dirigere una scuola. Dopo aver perfezionato gli studi universitari salesiani a Roma, nel 1979 compie una scelta radicale ed evangelica, quella di stabilirsi a vivere all’interno della favela di Mãe Luíza.
Lì ha offerto per oltre vent’anni un contributo fondamentale al riscatto sociale e al miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. Tra i suoi progetti più significativi spiccano la fondazione di scuole, centri di assistenza pediatrica e per anziani, e percorsi di formazione professionale rivolti ai giovani.
Nel corso dell’evento sono stati proiettati scatti storici e documenti d’archivio che hanno mostrato visivamente la portata dell’opera svolta da Don Sabino a Mãe Luíza. Particolarmente significativi sono stati gli interventi e le testimonianze giunti appositamente dal Brasile e dalla Germania, oltre alla presenza delle autorità religiose e territoriali.
Fino agli ultimi giorni della sua vita, Don Sabino non ha mai smesso di spendersi per gli altri. Nel giugno del 2006, nonostante le precarie condizioni di salute dovute a una grave cardiopatia, si è recato in Germania e Svizzera per siglare importanti convenzioni internazionali a sostegno del suo quartiere.
Tornato a Castel di Tora all’inizio di luglio, l’8 luglio 2006 il sacerdote si è spento improvvisamente mentre partecipava alla solenne processione di Santa Anatolia, patrona del borgo.
La giornata commemorativa si è arricchita con la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista, offrendo un momento di intensa preghiera e raccoglimento comunitario.
Il volume di Gabriele Gentili (già autore del lavoro fotografico “Castel di Tora sparita”) si conferma una preziosa opera biografica e testimoniale e uno stimolo educativo per le nuove generazioni sui valori universali della solidarietà, del servizio e dell’accoglienza.
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