di Amalia Mancini

C’è una domanda semplice e universale che accompagna l’infanzia di ogni bambino: “Perché?”.
È da questo interrogativo eterno che nasce “Perché Perché Perché”, uno dei 14 brani finalisti dello Zecchino d’Oro 2025, scritto da Maurizio Festuccia su musica di Francesco Stillitano e interpretato dall’unico trio in gara: Victoria, Nicolò e Gionsi. L’arrangiamento di tutti i brani è stato affidato ad un trio d’eccezione: Lucio “Violino” Fabbri, (già violinista della PFM), Mamo Giovenco (direttore artistico di “Amici” di Maria de Filippi) e Alex Volpi (collaborare storico dell’Antoniano).

Victoria, Nicolò e Gionsi, i tre piccoli interpreti del brano «Perché Perché Perché» dello Zecchino d’Oro 2025.

La 68ª edizione dello Zecchino d’Oro si terrà a Bologna e andrà in onda su Rai 1 nelle giornate del 28, 29 e 30 novembre 2025. La direzione artistica è affidata, anche quest’anno, a Carlo Conti, mentre il Piccolo Coro dell’Antoniano sarà guidato per la prima volta dalla nuova direttrice Margherita Gamberini, che debutta ufficialmente alla conduzione del coro più amato d’Italia.

In vista della 68ª edizione dello storico festival, abbiamo incontrato Maurizio per raccontare genesi, senso e magia di questo brano che gioca con la fantasia ma tocca anche corde profonde.

Per l’edizione 2025, la finale dello Zecchino d’Oro sarà presentata da Carlo Conti, mentre le puntate precedenti saranno condotte, come nella passata edizione, da Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni.

Quest’anno ritorna, dopo molti anni, anche l’assegnazione dello Zecchino d’Argento; ne saranno attribuiti due, uno tra le prime sette canzoni in gara il 28 novembre e uno tra le seconde sette del 29. Il 30 verrà poi proclamato lo Zecchino d’Oro 2025.


Perché Perché Perché» è un titolo travolgente: da dove nasce questa idea? C’è un episodio, un bambino, una domanda vera che ti ha ispirato a scriverla?

«Francesco ebbe questa intuizione iniziale, e come spesso accade tra noi, uno suggerisce all’altro la migliore soluzione da tenere in considerazione: lui un’idea sul testo, io su qualche passaggio melodico. Tra autori collaudati, è necessario, fondamentale, trovare l’accordo ideale per condurre in porto un’idea che soddisfi ampiamente entrambi. Poi, in effetti, essendo questa una domanda tipica di tutti i bambini, s’è preso spunto per trattarlo e… giocarci su. L’importante, ovviamente, è non cadere mai nel banale perché i bambini sono molto più ‘severi’ ed esigenti di quanto si possa pensare. E’ indispensabile, inoltre, ricercare sempre una, seppur minima, morale che arrivi loro senza limitarne la propria sete di curiosità, l’esigenza di comprendere meglio e di più qualunque cosa».

I “perché” dei bambini sono spesso profondissimi: qual è il perché che ti ha messo più in difficoltà nella vita?
«I miei ‘bambini’ sono ormai ragazzi belli e cresciuti; non ricordo, sinceramente, quali siano stati i loro ‘perché’ che ci rivolgevano ma, presumo, che la curiosità dei piccoli vada poi sempre a sbattere sugli stessi interrogativi, anche se oggi, forse, le domande che si fanno sono un po’ più… intraprendenti».

La canzone ha una struttura molto giocosa: come l’hai costruita?
«Nel rapporto con Francesco Stillitano (il compositore) io mi occupo esclusivamente della parte letteraria dei brani anche se a volte un’idea melodica può nascere assieme, specialmente durante le mie vacanze che mi piace condividere con lui in Calabria».

Qual è il messaggio che volevi arrivasse ai bambini… e agli adulti?
«Quello di ascoltare maggiormente le richieste, le esigenze dei bambini che vedono nel proprio genitore l’unica fonte di verità per le risposte che vorrebbero avere ai loro dubbi, alle loro curiosità».

Quando scrivi parti dal testo, da un’immagine, da una melodia?
«Ho sempre ritenuto che la musica che mi viene sottoposta, abbia già in se’ un tema nascosto da ricercare. Spesso è lei, specie nelle canzoni per bambino, che ‘detta’ un argomento ma, nella fattispecie, ho cercato da tempo quale potesse essere un tema da trattare e che coinvolgesse la curiosità e la fantasia di un bambino. Questo pensiero mi ha condotto, appunto, sui ‘perché’. Come detto, stavolta tutto è nato da una imbeccata di Francesco che mi suggerì (mancavano pochissimi giorni alla scadenza delle iscrizioni…) sia il titolo che il tema da trattare e scegliemmo assieme dei ‘perchè’ tra i tanti che mi venivano in mente. Ho poi cercato di coniugare il tutto, con l’aggiunta di qualche ‘interrogativo’ più… fantasioso, e comporre il testo finale; sempre, però, tenendo presente il gioco di parole musicali, metrica, rime, rotolamento e fusione con la simpaticissima musica a disposizione, che cerco ogni volta di difendere. E’ in quel momento che devi impegnarti per fare in modo che tutto quadri alla perfezione tra strofe, preincisi e ritornelli accattivanti. Tutto deve essere esclusivamente appannaggio delle possibilità canore di un bambino. Qui, addirittura, di 3, i fantastici, simpaticissimi 3: Victoria, Nicolò e Gionsi, età media, 5 anni!».

Maurizio Festuccia e Francesco Stillitano, autori di "Perché Perché Perché", finalista Zecchino d'oro 2025
Maurizio Festuccia e Francesco Stillitano

Lo Zecchino d’Oro è un mondo magico: cosa significa per te entrarci dalla porta principale come autore finalista?
«È sempre un enorme piacere ricevere in anteprima (era lo scorso 29 aprile) la comunicazione ufficiale dall’Antoniano di essere rientrati tra le 14 canzoni finaliste. Ad onor del vero, accadde questo anche tre anni fa, nel 2022, quando, sempre in coppia con Francesco Stillitano, andammo in finale con “Il mondo alla rovescia”».

Hai un ricordo personale legato allo Zecchino d’Oro quando eri bambino?
«Sì, addirittura mi presentarono alle selezioni regionali di una stagione in cui avevo solo 7 anni. Presentai una cover del brano “Non lo faccio più” ma con scarsissime velleità di passare il turno, difatti… restai a casa. Ma lo Zecchino d’Oro ha sempre suscitato in tutti i bambini un fascino irresistibile, ed anche se oggi non è più così tanto popolare come ai bei tempi…, sta riprendendo da qualche anno un interesse sempre più vivo e fervido».

C’è un bambino a cui hai fatto ascoltare il brano prima della selezione? Qual è stata la sua reazione?
«Non si dovrebbe, ma per comprendere le reazioni di un bambino, facemmo ascoltare il brano ai figli dello stesso compositore (che lo aiutarono anche a cantarlo per il provino): piacque da subito ed è stato molto difficile toglierlo loro dalla testa per non farglielo istintivamente canticchiare in giro. L’embargo da parte dell’Antoniano è stato rigido da quella data di aprile, ma noi siamo stati capaci di mantenere costantemente il silenzio con tutti, rispettando le consegne ricevute».

Se potessi fermare un “perché” dell’infanzia e conservarlo per sempre, quale sarebbe?
«Beh… quasi sicuramente quello che mi posi, ahimè senza nessuna risposta concreta e plausibile, quando scomparve mio papà. Avevo solo 7 anni e lui… solo 39. Non è stato facile comprendere perché un genitore ti “abbandoni” proprio così presto. Poi, col tempo, comprendi la vita, i suoi misteri, e cerchi di fartene una ragione…».

Il momento in cui hai scoperto di essere finalista: cosa hai provato?
«Benché non fosse stata la prima volta, ho provato comunque una grande emozione ed un orgoglio personale che mi stava ripagando di tanto e tanto lavoro svolto in tantissimi anni dedicati alla scrittura di canzoni. Per me si stava chiudendo un cerchio: dal “mio” Sanremo del 1987 (“Briciole di pane” con I Future…) a questa seconda partecipazione allo Zecchino, c’era, e c’è, tutto un percorso intenso con la scrittura di oltre 700 brani. La soddisfazione, non lo nascondo, è enorme!».

Qual è stata la parte più bella del percorso di selezione?
«Purtroppo non c’è dato sapere come siano andate le selezioni. Sappiamo solamente che, di quasi un migliaio di canzoni in lizza, dopo una prima scrematura da parte dell’Antoniano stesso, gli ultimi 100 brani vengono consegnati ai cosiddetti “addetti ai lavori” che ne decretano il passaggio, o meno, tra quelli ritenuti più validi e funzionali. Tra questi sembra ci siano pedagoghi, DJ, operatori dell’infanzia, psicologi, musicisti, comunicatori radio-TV…».

Ti aspetti che la canzone venga cantata anche nelle scuole o nei cori dei bambini?
«Più che aspettarmelo, mi piacerebbe accadesse perché una canzone creata da te vorrebbe dire aver fatto centro nelle preferenze di un pubblico di piccini di ogni età e sfera culturale. L’augurio che mi piacerebbe farmi sarebbe quello di poterlo sentire, e vedere ballare, nelle baby dance dei villaggi turistici estivi: quello sì, sarebbe un onore e una grande soddisfazione».

Hai già in mente altri brani per l’infanzia?
«Ogni anno, sempre insieme a Stillitano, cerchiamo di captare ogni segnale giusto per buttare giù l’idea dell’anno seguente. Abbiamo altre canzoni nel cassetto già pronte per le edizioni a venire. Alcune di esse le riteniamo molto valide, sia per la scelta musicale che per quella dell’argomento trattato. Incrociamo le dita, ma adesso godiamoci questo momento, al futuro penseremo dal… 1° dicembre (la scadenza delle iscrizioni al 2026 sarà, come sempre, verso fine febbraio prossimo)».

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
«Scrivo testi, e solo testi, da molti anni. Con Francesco, e non solo con lui, si sono realizzati brani pop molto ma molto belli e particolari. Non faccio nomi per scaramanzia, ma se si deve puntare in alto, è bene mirare verso grandi nomi della musica leggera italiana, sempre se si riuscirà a raggiungerne un contatto, cosa rara se non impossibile per noi che viviamo fuori dal… giro».

Cosa è emerso nell’incontro di oggi all’Antoniano?

«Così come per ogni edizione, anche quest’anno sono stati invitati all’Antoniano, nella Sala del Piccolo Coro, gli autori ed i cartoonist delle 14 finaliste in gara e per la prima volta, è stato possibile ascoltare in anteprima tutte le canzoni accompagnate dai cartoni animati realizzati in oltre cinque mesi di lavoro dai migliori gruppi di cartoonist italiani».

Sembra ci sia molto riserbo, quest’anno, per le canzoni in gara.

«In effetti in questa 68 edizione, si sveleranno tutti i brani in concorso, solo ed esclusivamente nei giorni di diretta tv, a differenza degli scorsi anni, nei quali era stato deciso di presentarli on line un mese prima».

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dire?
«Che vorrei dedicare questo risultato a tutti i bambini reatini e alle loro famiglie. Ed inoltre, mi piacerebbe ringraziare Francesco Rinaldi per l’“in bocca al lupo” sincero che mi ha rivolto quando la notizia si è potuta rendere pubblica. Lui ha vinto Zecchini d’Oro tempo addietro ed ancor oggi continua a presentare la sua candidatura all’Antoniano: speriamo di averne due, di reatini, quanto prima, su quel palcoscenico così blasonato ed importante».


LE 14 Canzoni in gara allo Zecchino D’Oro 2025

  1. Boomer boom boom
  2. Il bacio nel taschino
  3. Tu puoi essere
  4. Uffa le tabelline
  5. Ci pensa il vento
  6. Il lupo Duccio
  7. Viva le api
  8. Portafortuna
  9. Disco
  10. Raffa la giraffa
  11. Perché Perché Perché
  12. Toc toc
  13. Le galline fanno surf
  14. Canta la conta

Topo Gigio + Piccolo Coro: esce «Topo Top»

Dal 14 novembre, è disponibile su tutte le piattaforme digitali «Topo Top», il primo brano ufficiale realizzato dal Piccolo Coro dell’Antoniano insieme a Topo Gigio, distribuito da Sony Music Italy.

Il testo è scritto da Rondine, mentre la musica porta la firma dello stesso Rondine insieme a Matteo Milita. Ne è nato un brano allegro, colorato, perfetto per coinvolgere i più piccoli e farli cantare e muovere con spontaneità.

Topo Gigio ritorna con "Topo Top", primo brano ufficiale del Piccolo Coro dell'Antoniano.
Topo Gigio ritorna con Topo Top

Lo Zecchino d’Oro approda in Albania

Lo Zecchino d’Oro parla anche al pubblico internazionale: l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ufficio Scuole dell’Ambasciata d’Italia a Tirana avviano lo Zecchino d’Oro Albania 2025.

Le attività coinvolgeranno gli studenti di cinque città: Durazzo, Korça, Elbasan, Tirana, Scutari.

Le scuole realizzeranno un percorso laboratoriale sulle canzoni dello Zecchino, integrando musica e lingua italiana grazie alla collaborazione tra insegnanti di musica e docenti di italiano.

Chi è Maurizio Festuccia

Maurizio Festuccia è nato a Rieti dove vive. E’ un autore, paroliere e artista poliedrico con oltre quarant’anni di attività nel panorama musicale e culturale italiano.
Il suo percorso inizia nel 1987, quando partecipa a Sanremo Giovani con il brano “Briciole di Pane” , (suoi testo e musica), classificandosi subito dietro Michele Zarrillo (“La Notte dei Pensieri”) grazie all’interpretazione del gruppo I Future. L’anno successivo firma, insieme ad Ermanno Croce, il brano “Ragazza di Vetro”, portato sul palco dell’Ariston, fuori gara, dalla ballerina Gabriella Bove.

Tra il 1987 e il 1989, Festuccia tiene oltre 40 concerti con il tour “Briciole di Sanremo”, accompagnato da musicisti destinati a carriere importanti: Giulio Proietti, batterista (oggi docente al CET di Mogol e musicista di Arisa), Andrea Valentini, chitarrista (da anni nella band di Michele Zarrillo), Rossano Eleuteri, bassista (collaboratore di Nek, Loredana Berté, Ivan Graziani, oggi titolare del Ross Studio di Rovereto). Negli anni ’90 firma una dozzina di brani per Anonimo Italiano, distribuiti in tre album di grande successo. Tra questi spicca “L’Aquilone”, scritto con Francesco Stillitano e interpretato da Amedeo Minghi.

Segue una lunga stagione di collaborazioni con bravissimi musicisti e produttori come Marco Armani, Roberto Pacco, Plinio Pitoni, Enrico Milano e lo stesso Stillitano, diventando una figura di riferimento nella musica da ballo, dove vanta oltre 500 brani scritti, curandone esclusivamente i testi.

Nel 1977, insieme all’amico Alfonso Miccichè, fonda Radio Onda Verde, emittente di cui sarà per molti anni direttore responsabile e direttore artistico, curandone l’intera evoluzione fino al 2001, affiancato da Stefania Santoprete, oggi sua moglie.

Nel 2022 approda per la prima volta allo Zecchino d’Oro con il brano “Il mondo alla rovescia”, ancora firma della indissolubile coppia Festuccia/Stillitano. Nel 2025 torna sul prestigioso palco dell’Antoniano con “Perché Perché Perché”, confermando un sodalizio artistico solido e creativo e la speranza di poter brindare al titolo, benché per loro sia già un enorme successo essere arrivati lì, tra le 800 canzoni candidate quest’anno.

Oltre alla musica, Maurizio Festuccia ha coltivato per anni altre importanti passioni e professioni: oltre ai 25 anni di Radio, ne vanta 24 come attore e caratterista nel gruppo teatrale Sipario Aperto di Rieti, una lunga attività nella fotografia, con premi ricevuti in Italia e all’estero, 28 anni alla guida della rivista Format, di cui è fondatore e, ancora oggi, Direttore responsabile nonché curatore di tutte le immagini di copertina.

Di recente ha tenuto anche un corso di scrittura di testi per canzoni presso l’OpenHub di Rieti, condividendo la sua esperienza con nuove generazioni di promettenti autori.

Lucio Fabbri, Margherita Gamberini, Maurizio Festuccia, Francesco Stillitano
Lucio Fabbri, Margherita Gamberini, Maurizio Festuccia, Francesco Stillitano
Francesco Stillitano, Katrin Orbeta, Maurizio Festuccia
Francesco Stillitano, Katrin Orbeta, Maurizio Festuccia