Esistono le stelle sotto la terra

La poesia si racconta
La nuova rubrica di Sandro Angelucci
Parole che dal silenzio e dal buio
restituiscono il senso vitale della poesia



Titiwai

Esistono le stelle sotto terra.
Lo sapevate?
Nelle grotte del distretto di Waitomo.
E la cosa straordinaria
è che somigliano a dei vermi.
Sono larve che emettono bagliori
sulla scala degli azzurri.
Strano, insospettabile
– non credete? –
che esseri così, spesso reietti,
distanti dal cielo, dalla bellezza
incantino migliaia di turisti.
Eppure è ciò che accade.
I Māori
li chiamano titiwai.
A me piace pensare significhi stupore
e tutte le parole
che inventano i bambini.
( Tratta dall’omonima raccolta di Sandro Angelucci per i tipi di G. Ladolfi Ed. 2019)

Il significato di Titiwai

Il nome Titiwai, in lingua polinesiana, parlata dalla popolazione indigena dei Māori, significa letteralmente “proiettato sull’acqua”.
Identifica una specie d’insetti della Nuova Zelanda che si caratterizzano per la luminescenza che emanano al buio delle grotte, in cui dimorano, rendendone le volte straordinariamente simili a cieli stellati, come fossero delle stelle sotto la terra.

A volte la bellezza si trova nei luoghi più impensati, a volte, in esseri viventi che l’opinione comune ci porta a disprezzare.
Persino lo scopo, per il quale viene prodotta, può sembrarci ingannevole: queste larve s’illuminano per attirare organismi monocellulari, dei quali si nutrono.
Il sotterfugio, tuttavia, permette la vita e porta la luce delle stelle in buie caverne sottomarine.
Anche i fiori deliziano la vista. E crescono più belli sul letame.

La bellezza salverà il mondo – ci dice Dostoevskij
A noi il compito di salvare la bellezza.
Non sempre la luce sta in alto. A volte la troviamo dove non ce l’aspettiamo: sotto la terra, dentro una ferita, nel ricordo che sembrava sepolto.
La poesia nasce proprio lì, dove il buio sembra avere la meglio e invece si accende una scintilla.
Questa rubrica vuole raccogliere quelle scintille: versi semplici, umani, capaci di raccontare la vita con le sue ombre e le sue piccole meraviglie.
Perché tutti abbiamo una stella nascosta dentro, anche quando non ce ne accorgiamo.


Chi è Sandro Angelucci

Poeta e critico letterario, saggista, Sandro Angelucci vive a Rieti dove insegna
ed è nato. Ha pubblicato: in poesia, Non siamo nati ancora (Sovera Editrice,
Roma), Il cerchio che circonda l’infinito, Verticalità (Book Editore, Ro
Ferrarese), Si aggiungono voci (Lietocolle Editore, Faloppio), Titiwai (Giuliano
Ladolfi Editore, Borgomanero); per la saggistica, Di Rescigno il racconto infinito,
monografia prefata da Giorgio Bȧrberi Squarotti (Blu di Prussia Editore, Monte
Castello di Vibio), E’ presente in varie antologie, tra le quali Inchiostri digitali
nella prestigiosa collana Ricerche dell’editore Eugenio Rebecchi (Blu di
Prussia, ottobre 2016).

Intensa la collaborazione con qualificate riviste
culturali nazionali, di alcune delle quali è anche membro del comitato di
redazione e collaboratore fisso. Ha ottenuto, per la poesia, numerosi
riconoscimenti, tra cui molti primi premi per l’edito. Un suo profilo critico è
inserito nel IV° volume della Storia della letteratura italiana. Il secondo
Novecento” e nel “Dizionario degli Autori italiani contemporanei
per Guido
Miano Editore in Milano. Del suo lavoro si sono occupati
autorevoli critici, poeti e scrittori


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