Grande partecipazione e sala gremita alla prima serata della Piccola Fiera del Libro a Roma. La manifestazione, promossa da II Gremio e l’Associazione Salpare, ha inaugurato la sua prima edizione con autori, lettori e momenti di approfondimento culturale.
ROMA – Una sala gremita e un pubblico partecipe hanno salutato l’apertura della prima giornata della Piccola Fiera del Libro, promossa da il Gremio e dall’Associazione Salpare nei locali UnAR di Via Ulisse Aldrovandi 16 a Roma. La manifestazione, diretta da Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione Salpare, e da Antonio Maria Masia, presidente de il Gremio, ha inaugurato il proprio percorso culturale all’insegna della letteratura, del dialogo e dell’incontro tra autori e lettori. Un esordio particolarmente incoraggiante per una rassegna che proseguirà oggi con gli ultimi quattro incontri previsti dal programma.
Un plauso particolare va proprio agli organizzatori, che hanno saputo dar vita a una manifestazione capace di coniugare libri, dialogo e grande partecipazione di pubblico. La risposta dei presenti, con la sala gremita, è stata il riconoscimento più significativo. L’iniziativa ha confermato quanto sia ancora vivo il desiderio di incontrarsi attorno alla letteratura, alla riflessione e al confronto umano. La sala ha accolto autori e pubblico in un clima di autentica partecipazione, trasformando l’evento in una vera festa della cultura.
Protagonisti della prima giornata della rassegna sono stati gli autori invitati a questa edizione, ciascuno portatore di una voce originale e di un percorso letterario distinto. Sono stati presentati Grazia Deledda a Roma di Neria De Giovanni, accompagnato dalla proiezione del video Grazia e i sardi di fuori realizzato da II Gremio; Terricomio. La follia durante e dopo il manicomio di Maria Teresa Fiumanò e Angelica Maoddi; Il mare invisibile di Maria Rizzi e Sardegna in bianco e nero di Michele Arcangelo Firinu.
Ad arricchire ulteriormente la serata sono stati anche i momenti musicali al pianoforte affidati a Mario Corona;un piacevole dialogo tra letteratura e musica.
L’apertura è stata dedicata a Grazia Deledda nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura, assegnato nel 1926 e consegnato nel 1927. In questa importante ricorrenza, Neria De Giovanni, considerata una delle maggiori studiose della scrittrice sarda, ha approfondito il rapporto tra Deledda e Roma. E’ stato proiettato il video realizzato dal Gremio grazie a un bando dell’Amministrazione Provinciale di Nuoro nel 2021, anno del centocinquantesimo anniversario della nascita di Grazia Deledda. Il documentario, realizzato con la partecipazione di Neria De Giovanni, di Antonio Maria Masia e di altri autori, mette in luce il complesso rapporto tra la scrittrice e la comunità sarda.
La prima giornata della manifestazione ha offerto al pubblico un percorso ricco di temi e prospettive differenti. Dopo Grazia Deledda a Roma di Neria De Giovanni, dedicato al rapporto tra la scrittrice premio Nobel e la Capitale è seguita la presentazione di Terricomio. La follia durante e dopo il manicomio di Maria Teresa Fiumanò e Angelica Maoddi, un’opera che invita a riflettere sulla memoria dei luoghi della sofferenza e sulle conseguenze umane e sociali dell’esperienza manicomiale. Particolarmente apprezzato anche il momento dedicato all’intensa lettura dei brani di Giovanna Ciccarone, che ha saputo restituire al pubblico il respiro e le atmosfere dell’opera.



A seguire, Il mare invisibile di Maria Rizzi, Presidente dell’Associazione IPLAC.
Particolarmente significativa la riflessione sul tema del passato che ritorna. Nel libro il passato è memoria e presenza che continua a interrogare il presente e a chiedere risposte. Da qui nasce anche il significato del titolo Il mare invisibile, metafora di tutto ciò che non si vede ma continua a vivere sotto la superficie, emozioni, ricordi, verità nascoste e ferite che il tempo non cancella.
Maria Rizzi ha inoltre sottolineato come la narrazione, pur sviluppandosi attraverso la finzione letteraria, tragga ispirazione dalla realtà e dall’osservazione delle dinamiche umane e sociali. Un elemento che conferisce autenticità ai personaggi e alle vicende raccontate.
Alla domanda su ciò che spera di lasciare ai lettori dopo l’ultima pagina, l’autrice ha richiamato il valore della speranza e della capacità di resistere senza rinunciare ai propri sogni. Un messaggio che trova una sintesi perfetta nelle righe conclusive del romanzo.
Restano insieme. Nel paese che sembra deserto, tra i boschi, le pinete, il profumo di oleandri, il mare, che accarezza e rugisce, il maestrale, che piega gli alberi e le esistenze. Restano insieme. Nel luogo dove hanno visitato il peggiore dei mondi possibili e dove sono riusciti a resistere, con l’orgoglio, la rabbia e la tenacia dei sognatori, gli unici capaci di coniugare i verbi al futuro. Restano insieme. Tra i grilli che stordiscono, il sole che ogni mattina regala il suo parto di sangue dietro al monte e il cielo, che la notte è pelle nera graffiata di stelle.
Parole che rappresentano non soltanto la conclusione della storia, ma il cuore stesso dell’opera.

Il successo della prima edizione de La Piccola Fiera del Libro si misura nella sala gremita e nel valore di un’idea che continua a rivelarsi attuale e necessaria. La cultura come luogo d’incontro, di dialogo e di crescita civile. E’ la visione degli organizzatori, degli autori ma anche del pubblico numeroso e partecipe, che ha premiato l’iniziativa confermando come la letteratura continui a rappresentare uno strumento privilegiato di conoscenza, consapevolezza e relazione umana.
A concludere il programma della prima giornata è stato Sardegna in bianco e nero di Michele Arcangelo Firinu, un viaggio tra immagini, storie e identità che raccontano il volto più autentico dell’isola. L’autore ha saputo accompagnare il pubblico attraverso ricordi, testimonianze e suggestioni legate alla Sardegna, chiudendo l’incontro con una nota di simpatia e spontaneità che ha suscitato sorrisi e apprezzamento tra i presenti, contribuendo a creare quel clima di familiarità e partecipazione che ha caratterizzato l’intera serata.
La manifestazione prosegue oggi con gli ultimi quattro appuntamenti in programma. Kadossène. La storia della Sardegna in 150 ottave di Antonio Maria Masia, Il sentimento delle cose che contano di Sabino Caronia, Pastorale molisana ed altri racconti di Giovanni Tesone e I racconti di Geremia nel paese del jazz di Antonio Casu.
Particolarmente soddisfatto dell’esito della manifestazione si è detto Antonio Maria Masia, presidente del Gremio e tra i promotori dell’iniziativa.
«Il bilancio della prima delle due giornate previste è assolutamente positivo, sia per la numerosa partecipazione del pubblico sia per l’interesse dimostrato verso gli autori e i temi proposti. Nonostante la giornata particolarmente calda e la vigilia del ponte, la risposta dei presenti è stata davvero incoraggiante. Siamo molto soddisfatti anche della qualità delle opere presentate e della varietà degli argomenti affrontati. I temi affrontati nel corso della manifestazione si sono rivelati particolarmente interessanti e hanno suscitato grande attenzione da parte del pubblico. La rassegna prosegue oggi con altri appuntamenti letterari, a conferma della volontà di offrire uno spazio di incontro e confronto culturale sempre più ampio e partecipato».
Nel corso della manifestazione è emerso anche il significato profondo del nome II Gremio. Come racconta lo stesso Masia nel volume Il Gremio, pubblicato nel 2015, il termine richiama idealmente il grembo materno, un luogo che accoglie, custodisce, fa crescere e crea comunità. Un’immagine che ben rappresenta lo spirito dell’associazione, nata con l’obiettivo di valorizzare la cultura, le tradizioni e il dialogo tra le persone.
Una partenza che lascia ben sperare per il futuro della manifestazione e che dimostra, ancora una volta, come i libri sappiano continuare a riempire le sale e le coscienze.
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