Er viaggio di Lorenzo Paolini è una raccolta di sonetti in romanesco che attraversa la vita, il pensiero e il mistero dell’esistenza con uno sguardo ironico e profondamente umano. Lorenzo Paolini gioca con il dialetto come strumento di verità, muovendosi tra satira, affetti quotidiani, riflessioni metafisiche e una sorprendente leggerezza. filosofica.

Illustrazione ispirata al sonetto La chiacchiera
Illustrazione ispirata al sonetto La chiacchiera

Il libro è’ un attraversamento dell’umano raccontato in romanesco, lingua viva, affilata e capace di dire la verità senza filtri. Pubblicato su Amazon, il libro raccoglie sonetti che oscillano con naturalezza tra ironia, tenerezza e disincanto.

L’ autore usa il dialetto non come colore folkloristico, ma come strumento di lucidità. Nei suoi versi il romanesco diventa lente critica, capace di smascherare le contraddizioni della società contemporanea e, allo stesso tempo, di accarezzare la fragilità umana. Si ride, ma non superficialmente, perché il sorriso è sempre conoscenza.

Tra cavalle parlanti, gatte affettuose, carte da gioco, dita ribelli e Creatori distratti, il lettore viene accompagnato in un viaggio che attraversa bar, sogni, dolori, ricordi e piccoli miracoli quotidiani. È una poesia che nasce dal basso, dal vissuto reale, e che riesce a farsi popolare e filosofica insieme.

L’intervento di Amalia Mancini colloca Er viaggio nella grande tradizione della poesia dialettale italiana, da Belli a Trilussa, sottolineando come il dialetto sia oggi un vero e proprio “laboratorio della coscienza”. Paolini, in questa linea, intreccia politica, cronaca, affetti, interrogativi metafisici e persino riferimenti alla fisica moderna, Planck, i quanti, le vibrazioni dell’universo diventano materia poetica senza mai perdere leggerezza o ironia.

Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio questa capacità di tenere insieme opposti solo apparentemente inconciliabili, comicità e tragedia, satira e compassione, metafisica e quotidiano. Il romanesco, nelle mani dell’autore, chiarisce, alleggerisce, svela e non giudica.

Er viaggio è un libro che parla a chi cerca nei sonetti non solo bellezza, ma verità. Una verità imperfetta, umana, spesso contraddittoria, ma proprio per questo autentica. Alla fine della lettura resta la sensazione di aver camminato accanto a un narratore acuto e affettuoso, capace di farci ridere e pensare nello stesso istante. Perché, come suggerisce l’autore, chi sa ridere delle cose, le capisce due volte.

Immagine associata al sonetto L’amore mio
Immagine associata al sonetto L’amore mio

La presentazione di Stefania Camilleri

Lorenzo non nega il sacro: lo svela, lo ridicolizza, lo riporta sulla Terra. La sua è una spiritualità razionale, alla Galileo o alla Margherita Hack: ironica ma non distruttiva. Certe satire su Dio, la Chiesa o la religione (La preghiera, Il silenzio del Creato, Er Creatore, Lo Stregone) potrebbero urtare chi ha una fede rigida, ma non sono blasfeme — sono domande legittime, poetiche, filosofiche. Il suo tono critico verso poteri e sistemi (Er Congresso, Unire i puntini, La Politica, Il Radical Chic, Gli Amerikani) denunciano ipocrisia, corruzione, colonialismo. C’è ironia su capitalismo, globalizzazione, politica americana — non ideologia, ma satira civile. Non emerge una posizione “di parte”: emerge il disincanto di un pensatore libero.

    Sandro Angelucci legge Paolini

    “Tra ironia e malinconia, leggerezza e riflessione, questi sonetti romaneschi aprono uno sguardo acuto e affettuoso sul nostro tempo” – così si esprime Stefania Camilleri nel suo intervento – ed è dalle sue parole che voglio prendere abbrivio per fornire anche il mio apporto. Lorenzo Paolini dà vita a queste composizioni con un duplice intento: denunciare i soprusi e la corruzione della realtà contemporanea e, nel contempo, non permettere all’ingiustizia e al male di inquinare, per
    così dire, il suo habitat interiore. Mi spiego meglio: il Poeta non vuole sporcarsi l’anima, anche solo parlando di aspetti riprovevoli e deleteri, ma desidera fortemente che gli stessi vengano pubblicamente svergognati.

    Lo sguardo di Franco Campegiani su Er viaggio

    In linea con l’arguto e salace spirito romano d’ogni tempo, l’affresco beffardo e mordace dipinto da Lorenzo Paolini sulla scia delle sferzanti Pasquinate e delle irriverenze del Belli, può essere considerato dissacrante soltanto dal perbenismo farisaico di chi confonde il rispetto autentico della vita e del sacro con il rispetto formalista ed ipocrita delle buone usanze di facciata. Queste frecciate taglienti, queste facezie al vetriolo sono opera di un uomo che ben conosce la differenza tra moralità e moralismo, tra il vivere secondo coscienza e il vivere secondo precetti e codici imposti dal Potere.

    Chi è Lorenzo Paolini?

    Lorenzo Paolini è pubblicitario, informatico, editore e pubblicista. Classe 1944, ha scritto per vari giornali e riviste articoli e saggi di carattere storico, politico e religioso ed e stato il fondatore e l’editore, per oltre 12 anni, della rivista di cultura economica “FinMag”, con tirature dalle 40.000 alle 80.000 copie bimestrali e del magazine culturale “FORUM” cartaceo fino al 2009, poi antesignano delle pubblicazioni digitali a partire dal 2010, con la versione per tablet e I-pad.

    Ha pubblicato su Amazon, dove sono tuttora disponibili, il suo saggio storico “Se Gesù se lo fosse immaginato” dove ripercorre, con una lettura critica e filologicamente documentata, la controversa (e spesso nascosta) storia del Cristianesimo dalle origini ai giorni nostri, e il romanzo storico “L’Apostata” in cui si ripercorrono le tormentate vicende di Giuliano, lo sfortunato imperatore romano che tento di restaurare gli antichi culti.

    Er viaggio di Lorenzo Paolini è ora disponibile su Amazon:
    https://www.amazon.it/dp/B0G4X117JJ

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    Immagine ispirata al sonetto Giada, dedicato all’amata gatta
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