Auguri Marilyn Monroe. Svampita? No, intellettuale

Il primo giugno del 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson, un’icona pop immortale. A cento anni dalla nascita di Marilyn Monroe, il ritratto di una donna molto diversa dall’immagine costruita da Hollywood. Attrice, lettrice instancabile, pioniera dei diritti femminili e sostenitrice di Ella Fitzgerald, Marilyn custodiva una biblioteca di oltre 400 volumi e un amore profondo per gli animali, compreso il suo inseparabile cane Maf.

A un secolo dalla sua nascita, ricordiamo Marilyn oltre il mito. Una donna colta, sensibile e appassionata lettrice, con una biblioteca di oltre 400 libri. Eppure, dietro l’immagine della “bionda svampita” che Hollywood le aveva cucito addosso, si nascondeva una donna complessa, modernissima e piena di sfaccettature sorprendenti. Hollywood voleva che interpretasse lo stereotipo della bionda ingenua, ma Marilyn era l’esatto opposto. Era un’autentica divoratrice di libri e, al momento della sua morte, la sua biblioteca personale contava oltre 400 volumi (tra cui autori come Albert Camus, James Joyce, Fëdor Dostoevskij e Walt Whitman.

Con le sue letture, Marilyn aveva un rapporto quasi viscerale e molto interattivo. Riempiva i margini di appunti, sottolineava i passaggi chiave e scriveva riflessioni intime, poesie o appunti di recitazione direttamente sulle pagine. Custodiva la sua vita tra i fogli, usava i libri come raccoglitori, e tra le pagine sono stati ritrovati elenchi di cose da fare, lettere d’amore mai spedite e persino ricette di cucina.

Portava i libri ovunque (sul set, in viaggio, al ristorante). Nei momenti di forte ansia, si isolava dal caos immergendosi nella lettura per trovare la pace.  Studiava per migliorarsi, frequentava di persona le piccole librerie dell’usato a New York e utilizzava i classici teatrali per studiare i personaggi dell’Actors Studio, decisa a dimostrare il suo valore artistico oltre le etichette.

Il suo ingresso nel mondo dello spettacolo sembra la trama di un film neorealista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, la diciottenne Norma Jeane lavorava alla Radioplane Company, una fabbrica di munizioni, dove impacchettava paracaduti. Un fotografo militare, David Conover, fu inviato lì per scattare immagini di donne al lavoro per sollevare il morale delle truppe. Rimase folgorato dalla sua bellezza radiosa e naturale, quegli scatti diedero ufficialmente il via alla sua carriera da modella.

Ecco un viaggio nel mito attraverso gli aneddoti e le curiosità più affascinanti (e meno noti) sulla diva delle dive.

La voce sussurrata, sensuale e leggermente ansimante di Marilyn è diventata il suo marchio di fabbrica (impossibile non pensare al suo “Happy Birthday, Mr. President”). In realtà, quella voce non era nata per sedurre, ma per necessità. Da bambina e da adolescente, Norma Jeane soffriva di una forte balbuzie, soprattutto nei momenti di ansia o tensione. Un logopedista le insegnò a superare il blocco adottando quel tono profondo, cadenzato e ricco di aria. Il trucco funzionò così bene da trasformare una fragilità nel timbro più sexy del secolo.

Nel 1949, ancora distante dal grande successo e a corto di denaro, posò nuda per il fotografo Tom Kelley sotto lo pseudonimo di Mona Monroe per appena 50 dollari. Qualche anno dopo, nel 1953, Hugh Hefner riscattò quelle foto e ne usò una per l’iconica copertina del primissimo numero della rivista Playboy.

Marilyn è stata una pioniera assoluta per i diritti delle donne nell’industria cinematografica. Stanca di essere sottopagata rispetto ai colleghi uomini e costretta a interpretare sempre lo stesso ruolo, nel 1954 decise di scioperare contro la potente major 20th Century Fox. Non solo ottenne un aumento e maggiore libertà artistica, ma fondò la sua casa di produzione personale, la Marilyn Monroe Productions, diventando la seconda donna in assoluto nella storia degli Stati Uniti a farlo.

Marilyn usò la sua enorme influenza anche per combattere le discriminazioni razziali. A metà degli anni ’50, alla grandissima cantante jazz Ella Fitzgerald era vietato esibirsi al Mocambo, uno dei locali più esclusivi di Hollywood, a causa del colore della sua pelle. Marilyn chiamò personalmente il proprietario del club e propose un patto. Se avesse ingaggiato Ella, lei avrebbe prenotato il tavolo in prima fila ogni singola sera, garantendo i flash dei fotografi. Il proprietario accettò, ed Ella Fitzgerald vide la sua carriera svoltare per sempre.

Marilyn adorava gli animali, in particolare i cani (diceva spesso: “I cani non mi mordono mai, gli esseri umani sì”). Il suo ultimo compagno a quattro zampe fu un Maltese Terrier bianco che le venne regalato nientemeno che da Frank Sinatra. Marilyn lo battezzò ironicamente Maf (abbreviazione di Mafia Honey), un simpatico e provocatorio riferimento ai presunti legami che il cantante intratteneva con la malavita dell’epoca.

A cent’anni dalla sua nascita, festeggiare Marilyn Monroe significa ricordare una donna coraggiosa, ironica, straordinariamente colta e profonda, che ha lottato contro le regole rigide di un’epoca che voleva solo guardarla, senza mai ascoltarla davvero. Buon compleanno, Marilyn.

Leggi anche:

Peter Gabriel e la sinfonia del Cosmo. L’album o\i e la Luna – IL GIORNALE PRESS

Related Articles

Latest Articles